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La città di Pag, fondata nel 1443, è pianificata secondo le regole urbanistiche mediterranee, con la piazza nel centro e le strade parallele. Questa armonia è trasmessa mediante i manufatti tradizionali di donne Paghesane, al merletto di bellezza singolare. Le origini del merletto paghesano, cucito con uncinetto, ha le origini nella tradizione del Mediterraneo orientale, ma le sue specificità lo distinguono dai prodotti di pizzo degli altri luoghi. Il merletto di Pag è nato nell' epoca di Rinascimento, quando dall' arte esce il colorite policromatico, e nei tessili per l' abbigliamento si vuole mettere in rilievo la semplicità e la purezza del bianco.

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Giovedì 14 Dic 2017
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Scavi archeologici

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L' isola di Pag è ricca di residui archeologici, che ritrovano nel territorio vasto da Lun a Fortica. La città di Pag è un territorio interessantissimo per quanto riguarda l' archeologia, specialmente il centro della città e la Città vecchia, abbandonata nel 15° secolo. Nell' insenatura Santiš si trovano le tracce dell' antico naufragio, e nel sottomare di Košljun sono trovati residui di un porto ben attrezzato.

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Il ritrovato sottomarino più vecchio di Pag è l' anfora del 3° secolo avanti Cristo, trovata vicino Maun, isoletta all' occidente della città di Pag. Le anfore e le loro parti nel fondo del mare, trovate anche vicino la punta di Prutna, sono i residui del naufragio. Uno dei ritrovati interessanti è l' argine di pietre a Košljun, per il quale si assume che sia la parte del vecchio porto. Uno dei ritrovati più interessanti nella parte terrestre di Pag è una stufa di mattoni, che si trova a Dinjiška, alla parte destra della strada per Zara. Lo storico Smiljan Glušćević dice che la stufa consisteva di due focolari di sezioni semicircolari e dello spazio per cottura la forma del quale (circolare o quadrata) non è possibile a determinare. Si suppone che la stufa sia stata profonda cca 3,5 m.

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Nel territorio di Caska sommersa, tra i numerosi ritrovati di ceramica e residui archeologici simili, è trovata una lucerna a olio con immagine di Ercole. Nel golfo di Pag sono trovati i residui di ceramica di origine nordafricana, e appartengono alla ceramica descritta come "ceramica con orlo ingrassato nella parte interna", dal 2° - 3° secolo dopo Cristo. Nei dintorni di Pag si possono trovare i residui di ceramica anche nei posti molto strani, ad esempio in cima della colina. I residui di ceramica si trovano stratiformi nel basso fondo di Bašaca, il borgo settentrionale della città. Questi ricchi luoghi di ritrovamento di ceramica testimoniano dei collegamenti mercantili allenati e stabili tra Pag e i porti nordafricani dal 3° secolo avanti Cristo al 4° secolo dopo Cristo. Anche i residui dei naufragi, dei quali alcuni sono stati esplorati e gli altri non, possono testimoniare di intense relazioni commerciali.

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Nel territorio della Città vecchia sono trovati residui delle fondazioni megalite, che indicano l' esistenza di un abitato antico. A Lokunja sono trovati i residui delle armi, ferri e utensili per casa che appartengono al tempo dei Liburni. I numerosi residui archeologici a Pag testimoniano della vivacità che esisteva in questo territorio, e di grande importanza di Pag, non solo nel tempo di Impero Romano, ma anche prima e dopo.

 

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