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La ridda di Pag, in forma nella quale si presenta oggi, è nata nella seconda metà del 19° secolo. In quel tempo, un gruppo dei fautori del risorgimento nazionale, insieme all' amministrazione della città, hanno rinnovato alcuni elementi della tradizione della città di Pag caduti in oblio. Allora, come oggi, la ridda era accompagnata dalla musica di "mišnjice". Gli etnologi non possiedono i dati da dove proviene il passo e il tatto base della ridda, ma si suppone che sia una mistura di vari stili arrivati a Pag nei secoli 15° e 16°, durante le grandi migrazioni. Allora, per l' avanzata dei Turchi, tantissimi abitanti di Lika, Gorski Kotar e Zara sono immigrati a Pag.

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Domenica 22 Ott 2017
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La storia della città

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Nel posto dove si trova oggi, la città di Pag si costruiva nel periodo dal 1443 al 1474. Per il pericolo dei Turchi, che nel tempo hanno avanzato fino la retroterra di Zara, il 18 maggio 1443, ricevuto il permesso dal Senato veneziano, i Paghesani hanno cominciato a costruire una città nell' insenatura che si chiamava Katena. Prima di questa, Pag si muoveva già due volte. Dall' antichità fino la fine del 4° secolo, la città esisteva a Caska (latino: Kissa o Cissa). Caska è sommersa nel terremoto, e i Paghesani si sono trasferiti nella località a sud, che oggi si chiama Stari grad (Città vecchia).

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Nel 10° secolo, Pag era una città completamente urbanizzata; con le mura, torri, fortezze, piazze, chiese, monasteri, palazzi e case popolane. I Paghesani si occupavano del commercio, pesca, allevamento del bestiame, nautica e produzione del sale. Il porto della città era Košljun. Nei documenti storici il nome di Pag per la prima volta si menziona nel 10° secolo. Nel 976, il re Stjepan Držislav lo libera dal governo Bizantino, e nomina sindaco un conte croato. Come la maggioranza delle città mediterranee, anche Pag viveva i suoi saliscendi secondo le condizioni storiche nelle quali si trovava.

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Nel 1192 è costruita la chiesa di S. Maria che anche oggi domina la Città vecchia. Uno dei più importanti eventi nella storia di Pag è il ricevimento della Bolla del re Bela IV, con la quale la città ha ottenuto lo stato della città reale libera, il 30 marzo 1244. Presto dopo questo evento la città si è sviluppata economicamente. Per secoli la vita a Pag si basava sul codice del diritto consuetudinario. I Paghesani lottavano per autonomia con tutti i mezzi legali. Per l' autonomia della città di Pag combatteva specialmente Belota Dobloni, giudice paghesano che nell' Adunanza croata generale a Nin nel 1396 voleva realizzare l' idea dell' indipendenza legale ed economica di Pag. Il re Croato Ludovik I, nel 1376, ha confermato a Pag il diritto della città reale libera, e oltre a quei già esistenti, le ha assegnato alcuni privilegi nuovi. Il re Ladislav, nel 1403, ha venduto alla Venezia la sua parte della Dalmazia, che includeva anche Pag. Perciò Pag apparteneva per secoli alla Repubblica Veneziana. Nel 1433, Pag ha ottenuto il proprio Statuto della città, uno dei primi documenti di questo tipo in Croazia.

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Alla metà del 15° secolo il pericolo dei Turchi cresceva, e i Paghesani, il 18 maggio 1443, cominciarono a costruire la città nuova, nel posto dove si trova anche oggi. Le piante urbanistiche della città, pianificate a Venezia, rispettavano i principi urbanistici dell' architettura del tempo. Nella pianificazione urbanistica partecipava il grande costruttore e scultore Juraj Matejev Dalmatinac. Il 18 ottobre 1474, in grande processione guidata dal principe di Pag, portando con loro la miracolosa Santa Croce, i Paghesani si trasferirono nella città nuova. Per la fondazione della città era scritto il documento pubblico nel quale sta:

"In nome del Dio vivo e Padre, Figlio e Spirito Santo vero, senza l' invocazione dei quali nessun inizio è fondato validamente, la voglia unanime dei Paghesani è che la città si trasferisca nel porto di Katena, in grazia di Dio e Beata Vergine Maria, S. Marco Evangelista, S. Giorgio Martire e tutti i Santi; in onore ed orgoglio del Sovrano Serenissimo e signore Illustrissimo Francesco Foscario, con la grazia di Dio del celebre Doge Veneziano e l' intero nostro Governo Veneziano magnifico, sotto gli auspici del quale sono queste fondazioni e la pace e la sicurezza di tutti i nobili e l' intera popolazione di questo paese e questa isola. In questa città siano poste le fondazioni delle chiese e dei monasteri per la celebrazione di Dio, e principalmente della chiesa della Beata e Celeberrima Vergine Maria. Per sorvegliare la costruzione, il capitolo dei canonici e il Consiglio di Pag hanno scelto gli onorati signori reverendi Vulkozije Grubonić, arciprete, e Blaž Martinić, canonico di Pag, signore Dišman Dišević, figlio del defunto Luka, e signore Blaž Dišković, i quali in questo libro scriveranno ordinatamente tutti i lavori legali riguardanti la costruzione, vale a dire il denaro acquisito e quello che si deve spendere e pagare.
La costruzione della chiesa cominciò sabato, il 18 maggio 1443, verso le tre, e la petra fondamentale era benedetta dal reverendissimo nel Cristo, padre e signore Laurencije Venerije, con la grazia del Dio e della sede Apostolica l' arcivescovo di Zara e metropolita nostro, con le preghiere del sacerdozio, processione del popolo e cerimonia. Subito dopo, alle quattro, cominciò la costruzione della città, vuol dire dei fondamenti di grande torre vicino alla torre trasversale. La prime pietra era posta dal magnifico signore principe Petar Faletro, e la seconda dal reverendo Marget, primicerio; ognuno in proprio angolo, pregando umilmente il Dio Padre, il nome del quale invocavamo nell' inizio, che questi principi, incominciati e iniziati con la sua potenza e grazia, nello stesso modo si conducano a termine e si conservino per tutti i secoli dei secoli. Amen."

Le mura potenti, fortificati con nove torri, circondavano Pag e lo difendevano da ogni attacco. Ai cittadini questo assicurava la pace, e alla città il progresso. In quel tempo si sviluppavano i legami economici di Pag con altri paesi, e tanti Paghesani vanno a studiare nelle famose università di tutta l' Europa. Nonostante il trasferimento, i Paghesani non avevano dimenticato la Città vecchia. Nel 1589, i Francescani vi costruirono il loro monastero, i residui del quale si possono ancora vedere.
Nella festa dell' Assunzione della Vergine, i Paghesani vanno alla Città vecchia a pregare la statua miracolosa della Madonna della Città vecchia. In processione solenne, questa statua miracolosa si porta nella città di Pag, alla chiesa di Assunzione di Maria, da dove si riporta al suo santuario il giorno di Natività di Maria Vergine, il 8 settembre.
L' amministrazione di Pag per secoli è stata capitanata dal principe, eletto tra gli ordini notabili e nominato dal governo centrale a Venezia. Un grande ruolo nella formazione della vita culturale ed economica della città di Pag avevano le famiglie nobili Mišolić, Zorović, Portada, Jadrulić, e specialmente Mirković. I loro palazzi simboleggiavano potenza e ricchezza, ma anche la prosperità in generale, della città.
Nel tempo del rinascimento croato, a Pag cresce la coscienza di nazionalità e sulla scena politica diventano importanti il Partito croato nazionale e il Partito croato legale. Nelle elezioni nel 1882 ha vinto il Partito croato nazionale, e Nikola Portada diventa il sindaco.

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Al cavallo dei secoli 19° e 20°, Pag aveva 4700 abitanti. Dopo questo tempo, e specialmente nel 1905, a causa della malattia vegetale che aveva distrutto le vigne, molti Paesani sono emigrati, per lo più agli USA, Canada e Australia.
Negli anni 30 del 20° secolo, a causa della riforma agraria, i poderi si sminuzzano e la potenza economica dei nobili indebolisce. Perciò, loro gradualmente emigrano per Italia, Sud America, alcuni per Zagabria, Fiume o altre città croate. La popolazione si è significamene dileguata alla fine della seconda guerra mondiale (1941-1945), quando la nobiltà sparisce completamente. Nei 20 anni successivi la vita economica è debolissima. All' inizio degli anni 60 è cominciato a svilupparsi il turismo, che, come una nuova branca economica, da l' impulso allo sviluppo generale. La città si estende fuori dal centro e nascono nuovi suburbi: Vodice, Blato, Murvica, Varoš, Bašaca, Bošana e Santa Jelena. Nel 1968 è aperto l' albergo "Bellewue", in quel tempo moderno, con 370 posti letto. Sono sistemate le spiagge, i campeggi, le strade. Pag diventa una località turistica attraente. Sono aperti i bar, le discoteche, negozi e sono apparse tante altre attività di vari servizi.

 

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